
Il numero di ipotesi esclusivamente razionali che possono spiegare un qualsiasi fenomeno è quasi sempre infinito.
Esiste un antico libro scritto ed illustrato, noto oggi come codice Voynich. Il manoscritto Voynich - o Ms 408 - è a tutt'oggi l'unico libro scritto nel Medioevo che non sia stato ancora decifrato. I disegni - che potrebbero aiutare nella decifrazione - sono in realtà ancor più enigmatici dell'incomprensibile testo. Vi sono disegni di: 1) piante che, però, non corrispondono alle piante conosciute, 2) stelle e costellazioni, ma se ne riconoscono poche, 3) biologia, ma in verità sono soprattutto ritratte donne nude, immerse in un liquido scuro dentro strane vasche collegate da tubi (?) (vedi l'immagine soprastante), 4) farmacologia, dove sono riprodotte varie ampolle e similari, oltre a radici e pianticelle irriconoscibili, probabilmente officinali. E' una specie di enciclopedia "ante litteram"? E' un testo esoterico, magari collegato a sette ereticali dell'epoca (tipo i catari), criptato per sfuggire alle maglie dell'Inquisizione? E' un reperto alieno, proveniente da altri mondi con altra lingua, altri usi, altre costellazioni, altre piante? E' una burla? Da un punto di vista esclusivamente razionale, non si può escludere nulla, neppure l'ipotesi aliena perchè prima si dovrebbe dimostrare con certezza che gli alieni non esistano. Ed è molto difficile dimostrare l'inesistenza di qualsiasi cosa in modo rigorosamente, esclusivamente razionale. E tanti sono gli studiosi che hanno pubblicato saggi a dimostrazione di ciascuna di tali tesi (ed altre ancora...). Ovviamente saggi "scientifici" e rigorosi... Peccato che spesso giungano a conclusioni contrastanti, pur partendo dallo stesso "fenomeno" - il codice Voynich, appunto - e pur preoccupandosi di seguire sempre metodologie razionali. E' come se, partendo dalla stessa materia - per esempio, della farina - ed utilizzando lo stesso metodo - per esempio, il metodo della panificazione -, qualcuno finisse col produrre del pane e qualcun altro dei ravioli, qualcun altro della birra, qualcun altro ancora del veleno, ecc.
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- Ecco un caso reale, un fatto, che mette in luce la precarietà della sola ragione umana, applicata concretamente alla risoluzione di un problema molto limitato.
- In fondo, ci si poteva aspettare che, dopo tanti secoli, qualcuno sarebbe riuscito a rispondere alle seguenti domande, riguardo a questo codice: a) chi ne è l'autore? b) in che lingua è scritto? c) cosa significa e, quindi, qual è lo scopo dell'opera? Non ci si poteva aspettare almeno la risposta, la soluzione, almeno ad una di tali domande? Fino ad oggi, neppure a questo è giunta l'intelligenza umana, benché assistita anche dalla tecnologia informatica...
- Il codice Voynich è un fatto che, in realtà, è metafora di molti altri fatti, problemi, questioni irrisolti (e se risolti, potremmo chiederci: "Con quale grado di accuratezza e verità?"...).
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Per quanto sembri incredibile a chi non abbia mai riflettuto su certe cose, una ragione rigida ed "esclusiva" - nel senso di escludente qualsiasi altra facoltà umana diversa da sé stessa -, oltre a cadere in un rischioso autoreferenzialismo, spesso "impazzisce" e incomincia a girare a vuoto, a velocità sempre maggiore. E cioè: nella stragrande maggioranza dei casi, una ragione rigida ed esclusiva non è strumento sufficiente di conoscenza, perchè moltiplicherà in modo indefinito teorie e ipotesi, senza potersi mai fermare nel raggiungimento di una conclusione.
Se una ragione rigida ed esclusiva raggiunge una conclusione, quasi sempre c'è qualcosa che non va! Infatti, ciò avviene spesso per pigrizia, per incapacità ad approfondire, per frettolosità, e, insomma, per un blocco improvviso ed immotivato del lavorio razionale che, di per sé, tende "ad infinitum".
