
Le tradizioni sono soluzioni di cui abbiamo dimenticato il problema (dall'"Agenda di Murphy 2009", 30 giugno).
C'era una volta un vecchio saggio, venerato da molti discepoli.
Una sera, il vecchio saggio andò in riva al mare, seguito da alcuni dei suoi più fervorosi allievi.
Mentre essi discutevano insieme attorno ad un falò, il Maestro se ne stava a meditare in disparte, o così sembrava.
Ad un certo punto, volendo nascondere una medaglia d'oro, il Maestro sotterrò la medaglia nella sabbia e, per poterla ritrovare in seguito, fece un mucchietto di sabbia e ci piantò in cima un sassolino bianco.
Quindi, andò a dormire.
I discepoli, quando sentirono il richiamo della stanchezza, si accorsero che il loro beneamato Maestro era già andato a dormire.
Ma si accorsero pure che egli aveva fatto quello strano mucchietto che culminava con un sassolino bianco.
Il mattino dopo, il Maestro si svegliò prima dei suoi discepoli.
Mentre l'alba colorava il cielo e il mare, il Maestro fu preso per un istante dallo sconcerto e dal disappunto: tutta quanta la spiaggia era stata ricoperta da mucchietti di sabbia con una sassolino bianco piantato in cima...
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- Dare importanza a dettagli e a elementi di contorno, come il colore di un sassolino...
- Riprodurre meccanicamente qualcosa fatto da altri, senza preoccuparsi di conoscere il motivo per cui gli altri avevano deciso di fare quell'azione...
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Le tradizioni si presentano come comportamenti ripetitivi. E' una tradizione mangiare ad ogni Natale il panettone...
Ripetendo, scorre il tempo e, pian piano, può accadere che si perda la storia, le origini di un certo comportamento, pur conservando quel comportamento. Si ripetono le azioni, senza ricordare il motivo che le ha determinate. Quando avviene questo, dette azioni ripetute - dette tradizioni - sono già sul letto di morte e, prima o poi, spariranno completamente.
L'aspetto paradossale della questione è che il motivo potrebbe essere ancora valido e attuale e quindi quella procedura risolutiva ripetuta da sempre, quella tradizione, potrebbe essere ancora utile. Ma, dimenticando tale motivo, si rischia di abbandonare la tradizione senza soppiantarla con una nuova soluzione, che possa essere almeno altrettanto efficace. Così, ci si ritrova senza alcuna risposta valida per una data questione, anche importante. E la situazione conclusiva è peggiore della precedente: non si ha più soluzione alcuna, né la consapevolezza del problema, ormai dimenticato. Resta solo un generico e confuso disagio, comunque destabilizzante. Per trovare una nuova soluzione adeguata, si dovrà ripercorrere un processo di scoperta, di consapevolizzazione del problema ovvero della necessità profonda che soggiaceva a quella tradizione: un processo esplorativo forse lungo e difficoltoso, come lo fu la prima volta. Questo modo di fare - superficiale e distruttivo - crea inutilmente molti tempi morti: quelli impiegati nella riscoperta dello stesso problema, dello stesso bisogno, della stessa domanda originaria. Ci si mette ogni volta al punto di partenza. E si rallenta il progresso.
Una sera, il vecchio saggio andò in riva al mare, seguito da alcuni dei suoi più fervorosi allievi.
Mentre essi discutevano insieme attorno ad un falò, il Maestro se ne stava a meditare in disparte, o così sembrava.
Ad un certo punto, volendo nascondere una medaglia d'oro, il Maestro sotterrò la medaglia nella sabbia e, per poterla ritrovare in seguito, fece un mucchietto di sabbia e ci piantò in cima un sassolino bianco.
Quindi, andò a dormire.
I discepoli, quando sentirono il richiamo della stanchezza, si accorsero che il loro beneamato Maestro era già andato a dormire.
Ma si accorsero pure che egli aveva fatto quello strano mucchietto che culminava con un sassolino bianco.
Il mattino dopo, il Maestro si svegliò prima dei suoi discepoli.
Mentre l'alba colorava il cielo e il mare, il Maestro fu preso per un istante dallo sconcerto e dal disappunto: tutta quanta la spiaggia era stata ricoperta da mucchietti di sabbia con una sassolino bianco piantato in cima...
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- Dare importanza a dettagli e a elementi di contorno, come il colore di un sassolino...
- Riprodurre meccanicamente qualcosa fatto da altri, senza preoccuparsi di conoscere il motivo per cui gli altri avevano deciso di fare quell'azione...
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Le tradizioni si presentano come comportamenti ripetitivi. E' una tradizione mangiare ad ogni Natale il panettone...
Ripetendo, scorre il tempo e, pian piano, può accadere che si perda la storia, le origini di un certo comportamento, pur conservando quel comportamento. Si ripetono le azioni, senza ricordare il motivo che le ha determinate. Quando avviene questo, dette azioni ripetute - dette tradizioni - sono già sul letto di morte e, prima o poi, spariranno completamente.
L'aspetto paradossale della questione è che il motivo potrebbe essere ancora valido e attuale e quindi quella procedura risolutiva ripetuta da sempre, quella tradizione, potrebbe essere ancora utile. Ma, dimenticando tale motivo, si rischia di abbandonare la tradizione senza soppiantarla con una nuova soluzione, che possa essere almeno altrettanto efficace. Così, ci si ritrova senza alcuna risposta valida per una data questione, anche importante. E la situazione conclusiva è peggiore della precedente: non si ha più soluzione alcuna, né la consapevolezza del problema, ormai dimenticato. Resta solo un generico e confuso disagio, comunque destabilizzante. Per trovare una nuova soluzione adeguata, si dovrà ripercorrere un processo di scoperta, di consapevolizzazione del problema ovvero della necessità profonda che soggiaceva a quella tradizione: un processo esplorativo forse lungo e difficoltoso, come lo fu la prima volta. Questo modo di fare - superficiale e distruttivo - crea inutilmente molti tempi morti: quelli impiegati nella riscoperta dello stesso problema, dello stesso bisogno, della stessa domanda originaria. Ci si mette ogni volta al punto di partenza. E si rallenta il progresso.
Inoltre, senza ricordare il motivo che ha creato una certa tradizione, si rischia di non seguirla in modo appropriato. Essa diventa un idolo, fine a sé stessa. Diventa una pratica sterile, decontestualizzata, senza significato, noiosa. Si ripete solo per ripeterla, senza la percezione del soddisfacimento di un bisogno qualsiasi.
